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lunedì, 20 febbraio 2006

quanti giorni...
uno dietro l'altro
sentire quel bisogno di te
e non poterti avere vicino

quanti giorni quella voglia
di sentire la tua voce
quel dolce bisbiglio
e quella parola ..ti amo

quante volte ancora
avrò solo la tua voce
unica forza per vivere
un altro giorno
con la speranza che
presto avrò tutto di te

 gabriella



postato da: gaby58 alle ore febbraio 20, 2006 22:37 | link | commenti
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mercoledì, 15 febbraio 2006



°*° LA FAVOLA DELL'AMORE °*°

Raccontano che un giorno si riunirono in un luogo della terra
tutti i sentimenti e le qualità degli uomini.
Quando la noia si fu presentata per la terza volta,
la pazzia, come sempre un po' folle propose: "Giochiamo a nascondino!"
L'interesse alzò un sopracciglio e la curiosità
senza potersi contenere chiese: "A nascondino? Di che si tratta?"
"E' un gioco, - spiegò la pazzia - in cui io mi copro gli occhi
e mi metto a contare fino a 1000000 mentre voi vi nascondete e,
quando avrò terminato di contare, il primo di voi che scopro
prenderà il mio posto per continuare il gioco."
L'entusiasmo si mise a ballare, accompagnato dall'euforia.
L'allegria fece tanti salti che finì per convincere il dubbio
e persino l'apatia alla quale non interessava mai niente.
Però non tutti vollero partecipare.
La verità preferì non nascondersi.
Perché, se poi alla fine tutti la scoprono?
La superbia pensò che fosse un gioco molto sciocco
(in fondo ciò che le dava fastidio era che non fosse stata una sua idea)
e la codardia preferì non arrischiarsi.

"Uno, due, tre..." - cominciò a contare la pazzia.

La prima a nascondersi fu la pigrizia
che si lasciò cadere dietro la prima pietra che trovò sul percorso.
La fede volò in cielo e l'invidia si nascose all'ombra del trionfo
che con le proprie forze era riuscito a salire
sulla cima dell'albero più alto.
La generosità quasi non riusciva a nascondersi.
Ogni posto che trovava le sembrava meraviglioso
per qualcuno dei suoi amici.
Che dire di un lago cristallino? Ideale per la bellezza.
Le fronde di un albero? Perfetto per la timidezza.
Le ali di una farfalla? Il migliore per la voluttà.
Una folata di vento? Magnifico per la libertà.

Così la generosità finì per nascondersi in un raggio di sole.
L'egoismo, al contrario trovò subito un buon nascondiglio,
ventilato, confortevole e tutto per sé.
La menzogna si nascose sul fondale degli oceani
(non è vero, si nascose dietro l'arcobaleno).
La passione e il desiderio al centro dei vulcani.
L'oblio...non mi ricordo...dove?

Quando la pazzia arrivò a contare 999999
l'amore non aveva ancora trovato un posto ove nascondersi
poiché li trovava tutti occupati, finché scorse un cespuglio di rose
e alla fine decise di nascondersi tra i suoi fiori.
"Un milione!" - contò la pazzia.
E cominciò a cercare.

La prima a comparire fu la pigrizia, solo a tre passi da una pietra.
Poi udì la fede, che stava discutendo con il Signore
su questioni di teologia,
e sentì vibrare la passione e il desiderio dal fondo dei vulcani.
Per caso trovò l'invidia e poté dedurre dove fosse il trionfo.
L'egoismo non riuscì a trovarlo.
Era fuggito dal suo nascondiglio essendosi accorto
che c'era un nido di vespe.
Dopo tanto camminare, la pazzia ebbe sete
e nel raggiungere il lago scoprì la bellezza.
Con il dubbio le risultò ancora più facile,
giacché lo trovò seduto su uno steccato
senza avere ancora deciso da che lato nascondersi.
Alla fine trovò un po' tutti: il talento nell'erba fresca,
l'angoscia in una grotta buia,
la menzogna dietro l'arcobaleno infine l'oblio
che si era già dimenticato che stava giocando nascondino.

Solo l'amore non le appariva da nessuna parte.

La pazzia cercò dietro ogni albero, dietro ogni pietra,
sulla cima delle montagne e quando stava per darsi per vinta
scorse il cespuglio di rose e cominciò a muoverne i rami.
Quando, all'improvviso, si udì un grido di dolore:
le spine avevano ferito gli occhi dell'amore.
La pazzia non sapeva più che cosa fare per discolparsi;
pianse, pregò, implorò, domandò perdono
alla fine gli promise che sarebbe diventata la sua guida.
Da allora, da quando per la prima volta
si giocò a nascondino sulla terra,
l'amore è cieco e la pazzia
sempre lo accompagna.

dal web


postato da: gaby58 alle ore febbraio 15, 2006 12:04 | link | commenti
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mercoledì, 01 febbraio 2006

la bioenergetica un corso che fa bene

al corpo e all'anima

ttp://www.bioclub.too.it/

 

postato da: gaby58 alle ore febbraio 01, 2006 18:16 | link | commenti
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L'elefante e la farfalla

Michele Zarrillo

Sono l'elefante
e non ci passo
mi trascino lento
il peso addosso.
Vivo la vergogna
e mangio da solo e non sai
che dolore sognare per chi non può mai.
Sono l'elefante
e mi nascondo
ma non c'e' rifugio
così profondo.
Io non so scappare
che pena mostrarmi così
al tuo sguardo che amo e che ride di me.
Una farfalla sei
leggera e libera su me
mai
non ti raggiungerò mai
mi spezzi il cuore e te ne vai
lassù.
Sono l'elefante
che posso fare
inchiodato al suolo
e a questo amore.
Provo ad inseguirti
ma cado e rimango così
non puoi neanche aiutarmi ti prego vai via.
Una farfalla tu sei
leggera e libera su me
mai
non ti raggiungerò mai
mi spezzi il cuore e te ne vai
da me.
Dentro di me dentro di me
ho un cuore di farfalla
e non potrai vedere mai
quanto lui ti assomiglia
dentro di me dentro di me
ho un cuore di farfalla.

 

postato da: gaby58 alle ore febbraio 01, 2006 10:01 | link | commenti
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Francesco Guccuni - Cyrano

cliccare su l titolo sopra

Venite gente vuota, facciamola finita,
voi preti che vendete a tutti un' altra vita;
se c'e', come voi dite, un Dio nell' infinito,
guardatevi nel cuore, l' avete gia' trad
Cirano

Venite pure avanti, voi con il naso corto,
signori imbellettati, io piu' non vi sopporto,
infilero' la penna ben dentro al vostro orgoglio
perche' con questa spada vi uccido quando voglio.

Venite pure avanti poeti sgangherati,
inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza
avrete soldi e gloria, ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finche' dura,
che il pubblico e' ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissa' dove per non pagar le tasse
col ghigno e l' ignoranza dei primi della classe.

Io sono solo un povero cadetto di Guascogna,
pero' non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L'arrivismo?
All' amo non abbocco e al fin della licenza
io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Facciamola finita, venite tutti avanti
nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte,
coraggio liberisti, buttate giu' le carte
tanto ci sara' sempre chi paghera' le spese
in questo benedetto, assurdo bel paese.

Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato,
spiacere e' il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Ma quando sono solo con questo naso al piede
che almeno di mezz' ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
che a me e' quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d' essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo, ma sono triste
perche' Rossana e' bella, siamo cosi diversi,
a parlarle non riesco:
le parlero' coi versi, le parlero' coi versi...

ito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso,
che Dio e' morto e l' uomo e' solo in questo abisso,
le verita' cercate per terra, da maiali,
tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;

tornate a casa nani, levatevi davanti,
per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!


Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,
ma in questa vita oggi non trovo piu' la strada.
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo:
dev' esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
dove non soffriremo e tutto sara' giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un' ombra e tu, Rossana, il sole,
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perche' oramai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo,
per sempre tuo, per sempre tuo...Cirano

Francesco Guccini
postato da: gaby58 alle ore febbraio 01, 2006 09:57 | link | commenti
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