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sabato, 25 agosto 2007

FIORE DI POESIA

Corpo, ludibrio grigio
con le tue scarlatte voglie,
fino a quando mi imprigionerai?
anima circonflessa,
circonfusa e incapace,
anima circoncisa,
che fai distesa nel corpo?

Alda Merini


postato da: gaby58 alle ore agosto 25, 2007 22:51 | link | commenti (1)
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hahhhhhh

postato da: gaby58 alle ore agosto 25, 2007 22:44 | link | commenti
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v
postato da: gaby58 alle ore agosto 25, 2007 22:41 | link | commenti
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ecco il mio lavoro................www.miglioranza.net
postato da: gaby58 alle ore agosto 25, 2007 22:29 | link | commenti
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Qualsiasi discussione sull'aggressività e sulla violenza è ostacolata
dalla confusione che circonda la parola aggredire.
In Bioenergetica questa parola assume un diverso significato rispetto
al linguaggio parlato.
Generalmente il termine aggressione si riferisce ad un attacco
provocato ed ostile nei confronti di un altro individuo.
Il soggetto che compie l'atto iniziale è detto aggressivo e la morale
corrente lo condanna per aver violato la pace, mentre la persona che
usa la violenza come mezzo di difesa non viene definita aggressiva.
Pertanto "aggredire" corrisponde a un atteggiamento di movimento
verso, contro etc., mentre "difendersi" denota un atteggiamento di
mantenimento di una posizione o di un terreno da un assalto.

Nell'ambito del carattere, l'aggressività è in contrasto con la
passività.
Noi definiamo "aggressivo" un individuo che si accosta alle
persone e si espande per soddisfare i propri bisogni.
L'individuo
passivo d'altra parte aspetta che le cose gli vengano date; in senso
piú vasto, l'aggressività è in diretto rapporto con
l'autoaffermazione.
Per esempio, un uomo che in amore si accosta ad una donna compie un
atto aggressivo, mentre l'individuo passivo aspetta che la donna vada
da lui.
Si può essere aggressivi mentre si cerca lavoro, si propone un'idea o
anche mentre si incontra della gente. Quest'uso psicologico del
termine deriva dalla sua etimologia: la radice, "gredior", derivante
dalla lingua latina, denota movimento, il prefisso "ag" descrive la
direzione.
Aggredire, in base alla definizione del "Dizionario Internazionale
Webster", significa accostarsi; il proposito dell'azione è
irrilevante, esso può essere affettivo o con intento ostile.

Questo significato diventa chiaro se lo confrontiamo con le parole
"regredire" e "digredire": "refredire" significa fare un movimento a
ritroso; "Digredire", invece, significa allontanarsi da. Ingresso e
egresso sono altre parole che hanno la stessa radice, denotante
movimento. Il prefisso indica semplicemente la direzione del movimento.

Attualmente, i due significati letterali, etimologici, di "aggredire"
non differiscono particolarmente fra loro; comunemente viene
attribuita a questo movimento una connotazione sinistra ed ostile,
mentre il significato psicologico è totalmente estraneo a tale
interpretazione. Non saprei assolutamente spiegare come mai questo
termine abbia assunto un significato cosí sinistro.
Si può ipotizzare che tutti i sistemi sociali interessati a mantenere
lo status quo emetteranno un giudizio negativo riguardo ad azioni
mirate a cambiare il sistema stesso. Chi detiene il potere difenderà
la propria posizione contro qualsiasi aggressione, dall'interno e
dall'esterno, che tenti di rovesciare il potere.
Quando nessun potere o diritto di proprietà gioca un ruolo importante
nelle relazioni interpersonali, l'aggressività è un fatto naturale.

Se conduciamo un bambino piccolo in un negozio di giocattoli ed
osserviamo il suo comportamento, vedremo che egli tenterà di
appropriarsi di qualunque giocattolo colpisca la sua immaginazione,
cercando magari di sottrarlo ad un altro bambino. Il bambino è
aggressivo per natura, non ha esitazione nel manifestare i propri
bisogni e i propri desideri, o nel cercare di soddisfarli.
Nessun animale allo stato naturale può sopravvivere senza ricorrere
all'agressività: ben poco gli verrebbe concesso.
Un cucciolo nato da poco, se non si accosta al seno della madre, muore
di fame. Una cagna non inserisce la mammella nella bocca del cucciolo,
si sdraia semplicemente sul pagliericcio della cuccia e i cuccioli
fanno il resto in modo aggressivo, spingendosi e urtandosi per
accapparrarsi il capezzolo migliore.
Anche i bambini che succhiano al seno materno hanno la stessa carica
d'aggressività; cercano il capezzolo con movimenti rotanti e sporgono
le labbra per afferrare il capezzolo.
I bambini allattati artificialmente sono spesso piú passivi; devono
aspettare che venga loro dato il biberon, o che il capezzolo venga
loro infilato in bocca.

Gli individui diventano passivi perché i loro modelli di comportamento
aggressivo sono bloccati dalla paura e dall'educazione ricevuta. In
molte cose i bambini vengono forzati a sopprimere i loro impulsi
aggressivi con ingiunzioni come "non toccare", "non correre", "prima
di parlare aspetta di essere interrogato" ecc. ecc. Ad un bambino
viene insegnato che non può prendere ciò che desidera. Questo è un
dato di fatto, specialmente nelle società organizzate secondo il
principio della proprietà privata. Per altro vale anche in un paese
comunista. Pensate che una madre permetterebbe al proprio figlio di
appropriarsi di un giocattolo in un negozio dei grandi magazzini di
Mosca senza pagarlo?
Solo nelle vere comunità, dove la proprietà è comune, un bambino potrà
esprimere liberamente la propria aggressività naturale. E'
nell'interesse del bambino permettergli la piena aggressione quanto
piú possibile; egli userà la propria aggressività per il
soddisfacimento dei propri bisogni, e non con l'intento di offendere
un'altra persona; ne trarrà maggior piacere e, come risultato,
diventerà un adulto maggiormente indipendente e creativo. Se la sua
aggressività verrà bloccata, diventerà violento; combatterà per
reinstaurare la sua libertà d'azione e, dato che la violenza è sempre
proibita in misura ancor maggiore rispetto all'agressività, non gli
resterà che diventare un soggetto passivo e sottomesso.

Tratto da uno scritto di Alexander Lowen, creatore della
Bioenergetica, da lui definita "una tecnica terapeutica per aiutare
una persona a riunirsi al proprio corpo e a poterne quindi godere la
vita".
gardenja
postato da: gaby58 alle ore agosto 25, 2007 01:53 | link | commenti
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. Una delle attrazioni più diffuse dei vecchi luna park era la "Sala
degli specchi". In quei baracconi si camminava lungo una serie di
specchi deformati che falsavano l'immagine in essi riflessa, facendoci
apparire dimagriti in modo impressionante o con la testa a spillo,
storti o troppo alti. In modo altrettanto surreale, noi entriamo ogni
giorno in una sala degli specchi e confermiamo il nostro senso di
identità attraverso gli specchi che gli altri ci presentano. Quasi
sempre ci affidiamo a queste immagini riflesse per capire chi siamo
interiormente.
Fin da piccoli, cominciamo a costruirci un'immagine di noi stessi a
seconda di come gli altri ci vedono, sviluppando particolari strategie
per essere accettati e amati. Ciò di cui spesso non ci rendiamo conto
è che tutti i nostri "specchi" (genitori, insegnanti e amici) hanno
punti di vista deformati dalla loro educazione. Non possono
semplicemente riflettere la persona che hanno di fronte, ma solo ciò
che i loro condizionamenti permettono loro di riflettere.
Cosa ci accade da bambini, allorché gli specchi in cui guardiamo sono
essi stessi difettosi? Cerchiamo di adattare il nostro comportamento
per uniformarci a un'immagine distorta, e la nostra natura ci
predispone ad adottare particolari difese e strategie. Ma tali difese,
probabilmente utili durante l'infanzia, non funzionano più quando
diventiamo adulti nonostante continuiamo ad utilizzarle anche quando
gli specchi originari (genitori, insegnanti o amici) sono ormai solo
un lontano ricordo. Nel tempo questi modelli comportamentali
originali diventano inconsci e si radicano profondamente nella persona
che crediamo di essere. L'assurdità della situazione sta nel fatto
che, oggi, siamo portati a identificarci con un falso senso del sé,
attraverso uno specchio difettoso che in realtà non esiste più.

I saggi asseriscono che noi tutti ci riconosciamo in un falso senso
del sé e che non riusciamo più a capire chi siamo in realtà. La
personalità non è che una maschera creata attraverso una serie di
comportamenti strategici e quando ci identifichiamo completamente con
essa, dimentichiamo che è una maschera e non l'entità che la indossa.

Ad un certo punto della nostra vita, quindi, diventa necessario
fermarsi a riflettere su chi siamo veramente e comprendere come le
nostre antiche difese hanno influito sulla nostra psiche e sulla forma
del nostro corpo.
Anche in bioenergetica esistono degli specchi (i caratteri
bioenergetici), per osservare alcuni modelli su cui si basa la nostra
personalità. Ma non bisogna dimenticare che le cinque strutture
caratteriali descritte dalla bioenergetica (Schizoide, Orale,
Masochista, Psicopatico, Rigido), sono a loro volta delle
"tipologie-specchio". Specchi che ci permettono di riflettere su come
ci sentiamo veramente. Specchi che tentano di ricostruire un quadro
interiore delle persone che siamo diventati. Ma pur sempre specchi!
Dunque, qualunque sia il metodo che sceglieremo, per cercare di
conoscerci meglio, non dovremo mai prenderlo troppo sul serio, dal
momento che tutte le scoperte che faremo durante il viaggio alla
scoperta di noi stessi sono soltanto delle indicazioni, una sorta di
segnaletica stradale, non la destinazione finale. Gli specchi,
ovviamente, non riflettono il nostro "vero essere", ma possono
comunque diventare utili a renderci consapevoli del nostro io
"fittizio". Se poi riusciranno ad indirizzarci nella nostra ricerca,
indicandoci ciò che è vero o falso, allora potremo dire che i nostri
sforzi sono comunque valsi la pena.
postato da: gaby58 alle ore agosto 25, 2007 01:47 | link | commenti
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giovedì, 23 agosto 2007

essaggio originale) Inviato: 20/08/2007 7.20



Ma cosa possiamo aspettarci dall'uomo...
uomo di ieri, di oggi, di domani...
mai cambierà... con gli stessi affanni di oggi
a conquistare cosa!
Un scetro in mano simbolo di potere
Ma quale potere!!

Tu uomo non hai vinto la morte
allora con quale potere vuoi vivere
NON resterai in eterno
con il tuo scetro in mano
La morte ancora ha potere su di te..
e aspetta....

Anche il tuo potere lascerai in mano
di altri uomini peggiori o migliori
ma sempre uomini
con una fine già segnata
La morte aspetta ...

Allora vale la pena avere il potere
desolato potere che semina odio,
guerre ,disastri, carestie, sciagure,
voglia solo di emergere alzarsi più in alto
sopra altri uomini, deboli, sfiniti, sfruttati,
e occhi di bambini che già da piccoli
sanno quello che vorrebbero indistintamente
Il potere...
e aspettano a divenire uomini
con negli occhi quegli orrori
che il potere ha commesso
e impareranno
ciò che i loro occhi hanno visto.

postato da: gaby58 alle ore agosto 23, 2007 16:25 | link | commenti
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domenica, 19 agosto 2007

immagini che con i loro colori annunciano l'autunno
hihi ok ok è ancora caldo e l'estate L'immagine “http://img206.imageshack.us/img206/1135/patch5lb.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.è in pieno sfogo 30gr oggi
ma queste foto mi piaccionoe le metto mmmmmmmmm....
postato da: gaby58 alle ore agosto 19, 2007 02:18 | link | commenti
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Silenzio dolce silenzio
la notte aspetto
nel finire della giornata
per assaporare i suoi silenzi
tutto intorno tace
dentro e fuori
dalla casa
ascolto il mio turbinio di pensieri
per l'ormai consueta mia insonnia
E' abitudine oramai
i silenzi notturni
E' abitudine trovarmi sola
ad ascoltarmi
Ascoltare tutto e niente
e sentirmi serena
ad ogni fine giornata
Oramai amo la mia insonnia
che equilibra l'anima
e mette al suo posto
ogni pensiero
dandomi tempo
a ciò che domani
con il nuovo giorno
succederà
postato da: gaby58 alle ore agosto 19, 2007 01:52 | link | commenti
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sabato, 11 agosto 2007

mm
postato da: gaby58 alle ore agosto 11, 2007 16:02 | link | commenti
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